Riciclo casse di polistirolo: tre cambi di mano, dall'imposta alla materia prima seconda

Primo cambio di mano: il contributo di oggi e l'imposta di domani

La responsabilità estesa del produttore sugli imballaggi passa in Italia dal sistema CONAI: chi immette imballaggi sul mercato paga il contributo ambientale per materiale, e il pescatore lo trova già nel prezzo di ogni cassa nuova.

In arrivo c'è anche l'imposta. L'imposta MACSI — 0,45 euro al chilo di plastica non riciclata — è slittata otto volte e ora parte il 1° gennaio 2027; gli articoli in polistirolo rientano, la plastica riciclata è esente. Per chi compra imballaggi è un conto che si può squadrare in anticipo: più contenuto riciclato certificato, minore base imponibile. Le casse in EPS riciclato, semplicemente, non la pagano.

La scala è nazionale: in Italia circolano circa 50 milioni di casse di polistirolo per il pesce ogni anno. L'AIPE ha firmato un protocollo con Federpesca, e dal mercato ittico di Milano si raccolgono oltre 200 tonnellate di EPS l'anno; porti, mercati e GDO hanno già i canali di raccolta. Campagna dopo campagna, ogni cassa porta con sé questo conto, presente o futuro.

Cassa di polistirolo per il pesce

Secondo cambio di mano: dal magazzino al camion

Il percorso della cassa è fisso: esce all'alba dal porto o dalla trasformazione con il ghiaccio sul fondo e arriva al mercato ittico o nella retrobottega del supermercato prima di mezzogiorno. Per igiene, serve una volta sola.

I problemi cominciano dopo. Le casse sporche di squame e acqua di fondo la raccolta differenziata non le prende, e per un'azienda il canale è uno solo: un gestore dei rifiuti iscritto, con il formulario che accompagna ogni carico. La cassa pesa poco e occupa molto; una decina riempie un palé, e la raccolta si quota a volume o a viaggio, con un camion che senza compattazione carica appena 1,2 tonnellate. Alla fine il commerciante paga due volte la stessa cassa —contributo alla cassa nuova, trasporto a quella vecchia— e non recupera un centesimo.

Più pescatori e trasformatori scelgono così di cedere il residuo in blocco, a tonnellate, a un riciclatore.

Macchina per il riciclo dell'EPS

Terzo cambio di mano: il margine del riciclatore

Nel cortile del riciclatore il margine si gioca in un passaggio solo: trasformare schiuma sciolta in blocco denso. Lo fa una macchina per compattare l'EPS. La cassa frantumata entra nella compressione a vite; il modello a freddo Apolo arriva a circa 50:1, e i blocchi si vendono al prezzo di mercato oppure GREENMAX li acquista per trasformarli in cornici e modanature. Per il riciclatore che accetta i rifiuti del mercato del pesce, questo compattatore per polistirolo è l'anello dove il riciclo casse di polistirolo produce reddito: entra materiale sciolto e economico, esce materiale denso e vendibile, e una macchina GREENMAX dura oltre dieci anni.

Con riferimento alla A-C100 della serie Apolo: 10,75 kW di assorbimento, una tonnellata di casse trattata in circa 10 ore e capacità abbondante per 500 casse al mese. Poiché la cassa arriva con l'acqua, camera di compattazione ed estrusione vanno in acciaio inossidabile rinforzato, a prova di corrosione. E oltre alla macchina, GREENMAX acquista anche l'EPS compattato —dal progetto alla sboccatura dei blocchi, il riciclo cassette di polistirolo del pesce resta in una mano sola.

Blocchi di polistirolo compattato

Il problema dell'odore: la linea di lavaggio

Al riciclatore resta un'obiezione, molto pratica: l'odore. I lavori di AIMPLAS e Acteco confermano che compattando la cassa del pesce l'odore si intensifica — per questo in molti paesi europei questi rifiuti quasi non venivano riciclati e uscivano dall'UE già pressati.

La risposta è una linea di lavaggio. La schiuma frantumata passa per lavaggio a frizione, risciacquo e centrifuga; sale e residui organici vanno via con l'acqua, e il materiale esce pulito e a basso odore, pronto alla rigenerazione. Su questo punto chi opera in Italia parte avvantaggiato: la linea di lavaggio per casse del pesce GREENMAX è già stata provata in fabbrica e verificata sul campo nel nostro paese, con la configurazione pronta per le casse italiane.

Nel seguente video si vede questa macchina di lavaggio per casse di polistirolo del pesce durante le prove nello stabilimento GREENMAX, con processo e risultato in funzionamento:

Riguardati i tre passaggi: il tributo lo fissa la norma, il trasporto lo fissa il volume, il margine lo fissa la macchina. Il materiale riciclato torna nella cassa nuova, entra nel perimetro dell'esenzione e quando l'imposta arriva nel 2027, la fattura più corta è quella di chi ha iniziato prima.

Il pescatore risparmia il trattamento, il riciclatore guadagna una materia e la cassa non finisce in discarica. È questo, in pratica, il riciclo casse di polistirolo in Italia.

Hai casse di polistirolo da trattare? Scrivici o contattaci su WhatsApp per una soluzione su misura:

WhatsApp:+1 (773) 482-3129

Email: info@greenmax-machine.com


NEWS