PPWR 2030 nell’UE: come le nuove regole sugli imballaggi influenzeranno il riciclo di polistirolo?

Dal 2030 il regolamento europeo PPWR introdurrà requisiti più rigorosi per gli imballaggi. Il Regolamento (UE) 2025/40 si applicherà ai 27 Stati membri dell’Unione Europea, tra cui Italia, Germania, Francia, Spagna e Polonia.

Secondo il regolamento, dal 1° gennaio 2030 la riciclabilità degli imballaggi sarà classificata in base a diversi livelli, con una soglia minima del 70% per poter continuare a essere immessi sul mercato. Per alcune categorie di imballaggi in plastica, il contenuto minimo di materiale riciclato arriverà al 35%. Inoltre, negli imballaggi multipli, da trasporto e per l’e-commerce, lo spazio vuoto non potrà superare il 50%.

Riciclo del polistirolo da imballaggio per aziende

1. Quali aziende saranno coinvolte?

· Produttori di imballaggi: dal 2030 gli imballaggi in schiuma dovranno rispettare i requisiti europei di riciclabilità. I prodotti non conformi avranno maggiori difficoltà a rimanere sul mercato.

· Aziende di logistica e distribuzione: negli imballaggi da trasporto e per l’e-commerce lo spazio vuoto sarà limitato al 50%. Alcuni imballaggi in plastica dovranno inoltre rispettare requisiti minimi di contenuto riciclato.

· Riciclatori: il riciclo di polistirolo non riguarderà più soltanto la gestione dei rifiuti. Con l’aumento della domanda di materiale riciclato, conteranno sempre di più la qualità del materiale recuperato e la possibilità di reintrodurlo nella produzione.

· Brand e venditori e-commerce: chi immette imballaggi sul mercato europeo dovrà verificarne la conformità e conservare la documentazione richiesta.

Finora i rifiuti in schiuma sono stati soprattutto un problema di costi e gestione. Con l’attuazione del PPWR diventeranno sempre più anche una questione di conformità.

Rifiuti da imballaggi in schiuma

2. Tre requisiti chiave dal 2030

Requisito Dal 2030 Evoluzione successiva
Classificazione della riciclabilità Classi A–C; la soglia della classe C è fissata al 70%. Al di sotto di questo livello l’imballaggio non può essere immesso sul mercato. Dal 1° gennaio 2038 potranno essere commercializzati soltanto gli imballaggi di classe A e B.
Contenuto riciclato Almeno il 35% per gli imballaggi in plastica non destinati al contatto con alimenti. Dal 1° gennaio 2040 la quota salirà al 65%.
Spazio vuoto Massimo 50% negli imballaggi da trasporto e per l’e-commerce. Dal 2038 i requisiti saranno ulteriormente inaspriti.

La classificazione della riciclabilità non riguarda soltanto la possibilità teorica di riciclare un materiale. Conta anche se, nel mercato reale, questo viene effettivamente raccolto e riciclato. Per l’EPS, quindi, la quota che entra davvero nel circuito di recupero avrà un peso diretto sulla valutazione.

Il requisito sul contenuto riciclato è più immediato: dal 2030 almeno il 35% di alcune categorie di imballaggi in plastica dovrà provenire da materiale riciclato, con percentuali destinate ad aumentare negli anni successivi.

Il limite sullo spazio vuoto riguarda invece soprattutto gli imballaggi da trasporto e per l’e-commerce. Dal 2030 lo spazio non occupato dovrà rimanere entro il 50%, un requisito che interessa anche gli imballaggi protettivi in schiuma di grandi dimensioni.

Compattatore per polistirolo EPS da imballaggio

3. La vera difficoltà è far entrare l’EPS nel circuito di riciclo

L’EPS è composto per circa il 98% da aria e ha una densità di appena 10–30 kg/m³. Quando viene trasportato sfuso, un camion può riempirsi rapidamente pur contenendo una quantità limitata di plastica. Il costo logistico può quindi assorbire gran parte del valore residuo del materiale, rendendo più difficile la raccolta e il successivo riciclo.

Il primo passo è ridurre il volume.

Un compattatore per polistirolo EPS da imballaggio può ridurre il volume fino a circa 1:50 e aumentare la densità oltre 300 kg/m³, risultando adatto alle aziende con quantità medie di scarti da trattare direttamente in sede. Per volumi maggiori, trasporti su lunghe distanze o esportazione, un sistema di fusione può arrivare a circa 1:90 e produrre blocchi più densi.

Il passaggio successivo è la linea di pelletizzazione EPS per scarti di imballaggio. I blocchi compattati o fusi vengono sottoposti a fusione, filtrazione e granulazione fino a ottenere granuli di PS riciclato. A questo punto, il riciclo del polistirolo da imballaggio per aziende forma una filiera completa: raccolta, riduzione del volume e successivo riutilizzo del materiale.

La documentazione di conformità è soltanto l’ultimo passaggio. Per gestire i rifiuti in schiuma in modo stabile servono prima una filiera di raccolta, un sistema di riduzione del volume e una soluzione per la rigenerazione. Più tardi si inizia, meno tempo rimane per scegliere le attrezzature, organizzare i canali di recupero e rendere stabile il processo.

Blocchi compattati di schiuma EPS

4. Soluzioni per tre tipi di aziende

a. Produttori di imballaggi

Gli scarti di produzione e gli imballaggi protettivi restituiti occupano molto spazio e risultano costosi da trasportare allo stato sfuso.

Soluzione: introdurre la riduzione del volume direttamente a fine linea, così da avviare il riciclo del polistirolo da imballaggio per aziende già all’interno dello stabilimento. Gli scarti possono essere compattati sul posto e spediti solo dopo aver raggiunto una quantità adeguata. La serie GREENMAX Apolo raggiunge circa 50:1; per volumi maggiori o trasporti più lunghi si può valutare la serie MARS, con una riduzione fino a circa 90:1.

b. Aziende di logistica e distribuzione

Grandi quantità di riempitivi e protezioni in schiuma occupano rapidamente spazio in magazzino e aumentano la frequenza dei ritiri.

Soluzione: ridurre il volume direttamente nel centro di distribuzione. Per singoli punti con quantità limitate può essere sufficiente una macchina compatta GREENMAX; nei centri logistici più grandi può essere più adatto Apolo C200.

c. Riciclatori

La schiuma raccolta arriva spesso in forma sfusa. Il grande volume e i costi di trasporto possono ridurre sensibilmente il margine del successivo trattamento.

Soluzione: collegare la riduzione del volume alla fase di granulazione. Il materiale viene prima densificato e poi trasformato in granuli di PS riciclato. In questo caso può essere utilizzata una linea di pelletizzazione EPS per scarti di imballaggio, abbinata a monte a un compattatore per polistirolo.

Granuli di PS riciclato

Le attrezzature GREENMAX possono trattare EPS, EPP ed EPE. La compattazione a freddo e la successiva granulazione possono essere installate separatamente oppure progettate come parte di un unico processo. Quando i blocchi devono essere trasformati in granuli riciclati, una delle soluzioni centrali è rappresentata dalle linea di pelletizzazione EPS per scarti di imballaggio.

La scelta dell’impianto dipende soprattutto da tre fattori: quantità mensile di materiale, distanza di trasporto e destinazione finale dei granuli riciclati, per uso interno oppure per la vendita.

Per le aziende logistiche che trattano soprattutto i propri rifiuti da imballaggio, un compattatore per polistirolo EPS da imballaggio è generalmente più adatto alla riduzione quotidiana del volume. Produttori di imballaggi e riciclatori possono invece pianificare il processo in due fasi: compattazione + granulazione, perché il requisito del 35% riguarda il materiale riciclato utilizzabile, non semplicemente i blocchi compattati.

La priorità è costruire per tempo una filiera che colleghi riduzione del volume e successivo riciclo, invece di attendere che le nuove scadenze siano ormai vicine.


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