Trattamento delle cassette EPS per pesce: da montagne di imballaggi a blocchi di polistirolo vendibili
L’Italia è uno dei principali Paesi europei per consumo e importazione di prodotti ittici. Nel 2024, le importazioni italiane di prodotti della pesca e dell’acquacoltura destinati al consumo hanno raggiunto circa 1,11 milioni di tonnellate, per un valore di circa 7,6 miliardi di euro. Da Chioggia nell’area dell’alto Adriatico ad Ancona, da Mazara del Vallo in Sicilia fino ai grandi nodi commerciali di Milano, Roma e Napoli, ogni giorno grandi quantità di pesce fresco, frutti di mare e prodotti refrigerati passano attraverso porti, mercati ittici, stabilimenti di lavorazione, supermercati e canali Ho.Re.Ca.
La catena del freddo dipende fortemente dagli imballaggi in EPS. In Italia queste confezioni sono comunemente chiamate cassette in polistirolo o polistirolo espanso per pesce. Grazie alle proprietà di isolamento termico, leggerezza, resistenza all’umidità e idoneità al contatto alimentare, le cassette EPS sono ampiamente utilizzate per pesce fresco, molluschi, crostacei e prodotti ittici refrigerati.
Considerando 8–10 kg di prodotto per cassetta e un ciclo di utilizzo spesso limitato a 1–2 passaggi, il consumo annuale di cassette EPS nella filiera ittica italiana può raggiungere decine di milioni di pezzi. Dietro questi numeri ci sono montagne di rifiuti bianchi nei retrobottega dei mercati ittici, nei piazzali delle celle frigorifere, negli stabilimenti di lavorazione e nei centri di distribuzione.

I tre costi reali per gli operatori ittici
1. Costo dello spazio. Le cassette in polistirolo sono leggere, ma molto voluminose. Quando si accumulano nei retro delle celle frigorifere, nelle aree di carico o negli angoli del magazzino, occupano spazio che potrebbe essere usato per lo stoccaggio del pesce, per le attrezzature della catena del freddo o per la movimentazione delle merci.
2. Costo di ritiro. Le cassette EPS sfuse hanno una bassa efficienza di carico: spesso si trasporta più “aria” che materiale. Se il ritiro viene affidato a terzi, il costo dipende da zona, distanza, presenza di acqua o residui organici, frequenza dei ritiri e quantità. Nel lungo periodo diventa una voce di spesa continua per mercati ittici, grossisti e impianti di lavorazione.
3. Pressione normativa e rischio gestionale. In Italia le cassette EPS rientrano tra i rifiuti da imballaggio e devono essere gestite secondo i sistemi di raccolta e recupero legati a CONAI / COREPLA. Le aziende devono prestare attenzione alla raccolta separata, alla tracciabilità e al corretto conferimento, evitando costi aggiuntivi dovuti a miscelazione, contaminazione o gestione non conforme. Il mercato ittico di Milano, ad esempio, ha già avviato collaborazioni con AIPE e altri soggetti per recuperare oltre 200 tonnellate annue di cassette EPS, dimostrando che un modello di riciclo casse polistirolo è già replicabile in Italia.
Se un’azienda non costruisce un proprio sistema di recupero polistirolo espanso, continuerà ad affrontare accumulo di cassette, costi di ritiro e perdita di spazio operativo. Inoltre, con l’aumento delle richieste ESG da parte dei clienti e una maggiore attenzione ambientale, la gestione passiva dei rifiuti può diventare uno svantaggio competitivo.

Gestite molte cassette in polistirolo per pesce? GREENMAX può aiutarvi a ridurre volume, costi e creare valore dal recupero EPS.
Due strade: ritiro a pagamento o riduzione volumetrica in azienda
Il percorso tradizionale consiste nel consegnare le cassette EPS usate a un servizio esterno di ritiro. È una soluzione semplice, ma i costi restano difficili da controllare: più cassette si generano, più frequenti diventano i ritiri. Inoltre, il materiale accumulato in azienda continua a occupare spazio prezioso, soprattutto in aree dove la superficie dovrebbe servire alla gestione dei prodotti ittici.
Il percorso di recupero polistirolo espanso, invece, prevede la riduzione volumetrica direttamente in azienda: le cassette vengono compattate e trasformate in blocchi EPS vendibili.
· Investimento: una GREENMAX pressa per polistirolo richiede solitamente un investimento di circa 20.000–50.000 euro, in base alla configurazione. Dopo l’installazione, le cassette sfuse possono essere compattate con un rapporto fino a 50:1, riducendo drasticamente volume e frequenza di trasporto.
· Ricavo: i blocchi EPS compattati possono raggiungere valori di mercato interessanti, anche intorno a 670 €/tonnellata in base a qualità, volume e accordi commerciali. Gli operatori possono venderli a GREENMAX, produttori di articoli plastici o altri riciclatori.
· Rientro dell’investimento: con una produzione mensile di 5 tonnellate e un prezzo di vendita di 530 €/tonnellata, il ricavo mensile può essere di circa 2.650 euro, pari a circa 31.800 euro annui. In molti casi l’investimento si recupera in 12–18 mesi, dopodiché il polistirolo passa da costo a fonte di reddito.
· Benefici indiretti: dopo il riciclo casse polistirolo, lo spazio liberato può essere usato per la movimentazione in cella, lo stoccaggio di prodotti ittici o le operazioni di carico e scarico. Inoltre, l’azienda può dimostrare meglio la propria capacità di gestione circolare dei rifiuti.
Per valutare il ROI di un progetto specifico, è possibile contattare GREENMAX indicando quantità mensile di EPS, frequenza di ritiro, costi di spazio e prezzo locale dei blocchi compattati.

GREENMAX compattatore per polistirene Apolo: per cassette del pesce umide
La serie marina Apolo di GREENMAX è progettata per cassette del pesce, cassette per frutti di mare e altri rifiuti EPS umidi. Il sistema utilizza triturazione a vite e forte compressione meccanica per trasformare cassette voluminose in blocchi ad alta densità, con un rapporto di compattazione fino a 50:1 e densità indicativa di circa 200–400 kg/m³. I blocchi risultano più facili da stoccare, pallettizzare, trasportare e vendere.
Rispetto alle macchine a fusione termica, una pressa per polistirolo a freddo è più adatta al trattamento di cassette contenenti umidità. La tecnologia a vite è meno sensibile all’acqua e consuma meno energia: per una macchina da circa 100 kg/h, il consumo è generalmente inferiore a 20 kW.
In ambienti come mercati ittici, porti e stabilimenti di lavorazione, acqua di mare, liquidi di pesce e umidità possono danneggiare rapidamente l’acciaio al carbonio. Per questo la serie marina Apolo prevede un aggiornamento dei materiali: camera di compressione e zona di uscita sono realizzate in acciaio inox, migliorando la resistenza alla corrosione e allungando la vita operativa del compattatore per polistirene.

GREENMAX è specializzata in soluzioni per la riduzione volumetrica e il riciclo delle schiume plastiche. La serie Apolo marina è già utilizzata in diversi porti e mercati ittici europei. Per un sopralluogo in Italia o una proposta su misura, è possibile lasciare un messaggio WhatsApp al numero +1 773-482-3129.
